venerdì 26 febbraio 2016

Atteso maltempo sul Veneto

Gli ultimi bollettini meteo, parlano di un forte peggioramento per i prossimi giorni, durante i quali una perturbazione attraverserà anche il Veneto.

Il modello di previsione di NordEstMeteo, così come altri modelli previsionali, segnala un forte peggioramento delle condizioni meteo con precipitazioni che potranno far registrare anche punte di oltre 200mm in 72 ore, accompagnate tra l'altro da forte vento.


In virtù delle varie analisi e previsioni meteo, il Centro Funzionale Decentrato della Regione Veneto, ha emesso una serie di avvisi e bollettini per condizioni meteo avverse, con differenti livelli di attenzione e preallarme in relazione alle precipitazioni e alla forte ventilazione attesa sul territorio regionale.
https://www.regione.veneto.it/web/protezione-civile/cfd

I vari enti preposti al monitoraggio meteo e del territorio, nonché le competenti strutture del sistema di Protezione Civile, stanno monitorando l'evoluzione di quello che potrebbe essere un peggioramento che potrebbe comportare criticità idrauliche ed idrogeologiche sul territorio regionale.

Questa la situazione attuale (19.00 UTC - 20.00 locali) vista dal Radar Nazionale del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile.

sabato 20 febbraio 2016

Primi test di ricezione in WSPR mode

Questa sera ho fatto alcuni test per provare la ricezione di segnali radio nel modo digitale WSPR, acronimo di Wake Signal Propagation Reporter

Si tratta di un protocollo per comunicazioni digitali che permette di trasmettere e ricevere segnali estremamente deboli.
Lo scopo principale per cui è stato sviluppato il WSPR è quello dello studio della propagazione radio ionosferica. La modalità di funzionamento avviene secondo la filosofia dei beacon.
Utilizzando la modalità WSPR si è in grado di ricevere segnali di intensità ben inferiore a quelli di un segnale in CW e anche di quelli nelle varie modalità JT
Le informazioni che vengono trasmesse durante i 2 minuti di ogni sessione WSPR sono unicamente nominativo, locatore e potenza espressa in dBm.

Ho effettuato i test attraverso due software, entrambi realizzati da Joe Taylor K1JT,  WSPR e WSJT-X. Il primo è dedicato in maniera esclusiva a lavorare in WSPR mode, mentre il secondo riceve e trasmette anche i vari modi JT.

Dopo alcuni settaggi iniziali e un po' di tempo per centrare perfettamente la frequenza con i miei modesti mezzi nella banda dei 40 metri, ecco piano piano apparire sulla schermata dei software le prime stazioni ricevute in WSPR mode.

Ecco una schermata del software WSJT-X con la ricezione delle stazioni, al momento quasi esclusivamente europee.




Di seguito alcuni link utili per chi vuole avvicinarsi e sperimentare la modalità di trasmissione e ricezione WSPR.

Il sito di Joe Taylor K1JT dove potete trovare i migliori software open source per la gestione della modalità WSPR e  JT

Il sito principale dedicato alla modalità WSPR con in cluster in diretta delle stazioni on air.

Una semplice e completa guida introduttiva alla modalità WSPR completamente in italiano, redatta da IV3BNA Roberto.
http://iv3nba.blogspot.it/2008/09/introduzione-al-wspr.html

mercoledì 17 febbraio 2016

Nuovo diploma ricevuto dall'AIR per l'ascolto di stazioni pirata

L'AIR Associazione Italiana Radioascolto, mi ha confermato e rilasciato il primo step (4° livello) del Diploma Stazioni Pirata.




In futuro in  base alle conferme degli ascolti verranno richiesti gli avanzamenti dei diplomi.

Buoni ascolti a tutti.
73 de SWL I-4979/VE

martedì 16 febbraio 2016

Serata alla ricerca di utility: 4XZ Marina Militare Israeliana e Gander Radio Volmet

Ieri sera una semplice serata come tante, dedicate al radioascolto, in particolare ieri dedicato all'ascolto di qualche utility.

Tra i vari NDB, beacon, e Volmet segnalo due ascolti particolari.

Il primo è l'ascolto a 6607 kHz, della stazione navale 4XZ della Marina Militare Israeliana. La stazione trasmette in CW una serie di lettere divise in gruppi, probabilmente un codice utilizzato per informazioni riservate. A differenza dei messaggi il callsign della stazione viene trasmesso in chiaro con la dicitura VVV DE 4XZ 4XZ.
L'ascolto della stazione risulta semplice visto che il segnale arriva con una certa potenza. Ora sto cercando informazioni per poter ottenere un loro rapporto d'ascolto, ma ottenere un indirizzi sembra cosa tutt'altro che semplice.

Una vecchia QSL della stazione navale israeliana 4XZ trovata in rete

Il secondo ascolto, anch'esso tutto sommato semplice riguarda la stazione Gander Radio Volmet che trasmette appunto da Gander in Canada. L'ascolto è avvenuto sulla frequenza di 10.051 kHz.
La cosa che mi ha colpito di questo ascolto non è stato tanto l'ascolto in se, che ripeto essere abbastanza semplice, ma la velocità con cui questa stazione risponde ai rapporti di ascolto. Parlando con altri appassionati si parlava di qualche ora. La fortuna ha voluto che a me abbiano risposto in, niente po po di meno che, 5 minuti esatti. Fine ascolto ore 21.00 UTC, mail con rapporto d'ascolto inviata alle 21.06 UTC, mail con conferma e QSL alle 21.11 UTC

La conferma ricevuta da
Gander Radui Volmet

73 de giorgio SWL I-4979/VE

mercoledì 10 febbraio 2016

Primo test di ricezione delle radiosonde

Chiacchierando con alcuni amici radioascoltatori e radioamatori ci siamo addentrati nell'argomento della ricezione e l'ascolto delle radiosonde.

Ho iniziato subito a cercare informazioni e documentazione in rete, trovate principalmente nel portale specializzato www.radiosonde.eu.

I palloni sonda sono dei palloni dotati di sensori per i più comuni parametri climatici ed ambientali e di un emettitore radio per l'invio dei dati a terra. Tali palloni, comunemente chiamati, radiosonde, vengono lanciati nell'atmosfera proprio per poter ottenere dati climatici e metereologici al fine dello studio e delle previsioni delle condizioni meteo.

E' possibile pertanto attraverso semplici strumenti ricevere i segnali di questi palloni sonda, segnali che viaggiano anche per alcune centinaia di chilometri, visto che nel loro volo le radiosonde raggiungono quote importanti anche superiori a 20.000 metri da terra.

Oltre all'ascolto è possibile, tramite appositi software, decodificare la telemetria delle radiosonde e addirittura seguirne il tragitto dal momento del lancio fino all'atterraggio.
Alcuni appassionati fanno delle vere e proprie cacce alle radiosonde monitorando i tragitti, al fine di localizzarle e recuperarle al termine del volo, dopo la fase di atterraggio. Le radiosonde recuperate vengono tenute quale "trofeo" o, per chi si diletta di elettronica ed autocostruzione, forniscono alcuni componenti e sensori elettronici che vengono riutilizzati in vario modo.

Dopo aver ricevuto i primi consigli e suggerimenti pratici da alcuni esperti che già operano tali monitoraggi, ho provato un primo test di ricezione delle radiosonde monitorando il lancio delle 23.00 UTC del 09/02/2016.

La scelta è caduta sulla radiosonda di Udine, il cui lancio si è trasferito nell'ultimo periodo da Campoformido a Rivolto, in quanto la più vicina alla mia postazione.
La radiosonda viene lanciata ogni giorno alle ore 11.00 UTC e 23.00 UTC e trasmette sulla frequenza di 404.000 kHz.

Essendo la prima volta che tentavo l'ascolto ho deciso di eseguire un primo semplice test di ricezione della radiosonda di Udine Rivolto per capire innanzitutto se tale tipologia di segnale è alla portata delle mie apparecchiature e delle antenne a mia disposizione.
Ho quindi monitorato solamente l'audio in frequenza, senza tentare la decodifica della telemetria, contemporanemante con due ricevitori per vedere e capire le differenze.
Il primo setup era formato da un ICOM 3210E e antenna bibanda collegato poi al computer per l'analisi del segnale sullo spettrogramma attraverso il software SpectrumLab.
Il secondo setup era formato da una chiavetta USB SDR low cost quale ricevitore e come antenna un dipolo autocostruito per la frequenza di 404.000 kHz, il tutto abbinato al software di gestione dell'SDR HDSDR. Grazie a questo secondo setup, avendo un'ampia gamma di ricezione, è stato possibile monitorare contemporanemante anche altre due frequenze vicine, corrispondenti a due radiosonde che lanciano alla stessa ora: Ferrara sulla frequenza di 404.600 kHz e Milano sulla frequenza di 404.800 kHz.

Alle ore 22.50 UTC, ore 23.50 locali, ho dato inizio al monitoraggio di possibili segnali provenienti dalle radiosonde
Nelle immagini che seguono, è riportato in alto il monitoraggio del primo setup avvenuto con SpectrumLabm, mentre in basso il monitoraggio del secondo setup avvenuto con HDSDR.

Come si può notare dalla prima immagine non vi è la presenza di alcun segnale in nessuno dei due spettrogrammi. 
E' bene specificare che i due segnali continui (portanti), rispettivamente a 404.150 e 404.421 kHz che si vedono sullo spettrogramma in basso, derivano da un bug delle chiavette SDR low cost, pertanto non vanno tenute in considerazione ai fini del monitoraggio.


Alle ore 23.04 UTC, nel secondo setup, inizia a comparire sulla frequenza di 404.000 kHz un segnale. Analizzato e confrontato il suono con le registrazioni di esempio del sito www.radiosonde.eu, si può ipotizzare che si tratti quasi certamente della radiosonda di Udine Rivolto, che alzandosi in volo entra in portata ottica con la mia postazione, cosa che permette la ricezione del segnale.


Alle ore 23.08 UTC, il primo setup continua a non riceve alcun segnale, cosa che continuerà fino alla fine del monitoraggio. Da questo momento pertanto terremo in considerazione solo il secondo setup che in questa fase, oltre a continuare a ricevere la radiosonda di Udine Rivolto, riceve contemporaneamente un secondo segnale alla frequenza di 404.615 kHz. La frequenza è vicina a quella della radiosonda di Ferrara, ma non è la stessa.


Alle ore 23.19 UTC, compare nel secondo setup continuano i segnali precedenti, con una umento di intensità per quanto riguarda quello della radiosonda di Udine Rivolto. Contestualmente sullo spettrogramma e in audio compare un nuovo segnale sulla frequenza di 404.600 kHz, proprio quella della radiosonda di Ferrara.


Durante il resto del monitoraggio, proseguito fino alle ore 00.15 UTC, il segnale della radiosonda di Udine Rivolto è stato quello che ha registrato la maggiore intensità e stabilità. Seppur con minore intensità anche il segnale della radiosonda di Ferrara è rimasto sempre presente, mentre il terzo segnale sulla frequenza di 404.615 kHz è stato ricevuto in maniera incostante.
Di seguito si riportano due schermate, rispettivamente alle 23.28 UTC e alle ore 00.05 UTC, durante la fase di ricezione dei segnali più intensi e stabili ricevuti dalle due radiosonde.



A seguire una terza immagine registrata alle ore 00.11 UTC con uno zoom esclusivamente del secondo setup e dei segnali ricevuti dalle radiosonde di Udine Rivolto e Ferrara.



Vista l'ora il monitoraggio si è concluso alle ore 00.15 UTC, mentre le radiosonde hanno proseguito il loro volo che, da quanto appreso in rete, ha una durata complessiva di circa 2 ore e 15 minuti dal momento del lancio. Con buona probabilità quindi le radiosonde hanno proseguito il loro volo fino alle ore 01.15 UTC.

Conclusioni
Verificando gli orari di lancio, considerate le distanze dai luoghi di lancio, confrontando la tipologia e l'audio dei segnali ricevute con gli esempi tipologici disponibili in rete, si può confermare l'avvenuta ricezione delle due radiosonde rispettivamente lanciate da Udine Rivolto e Ferrara
Resta da capire ed interpretare il terzo segnale comparso a 404.615 kHz, il quale potrebbe essere una terza radiosonda. Non avendo ancora dimestichezza con la materia e non avendo decodificato in questo primo test la telemetria delle radiosonde, non ho ancora avuto la possibilità di identificare l'eventuale radiosonda in base alla sola frequenza di trasmissione.
Per quanto riguarda la radiosonda di Milano, citata nelle premesse iniziali e che trasmette sulla frequenza di 404.800 kHz, non è avvenuta alcuna ricezione.

Prossimamente effettuerò nuovi test di ascolto, magari provando la ricezione e la decodifica della telemetria, in modo da visualizzare anche i dati ed il tragitto delle radiosonde.

martedì 9 febbraio 2016

Terremoto di Taiwan e le lattine nel cemento.

Pochi giorni fa è stato registrato l'ennesimo forte terremoto a Taiwan di magnitudo Mwp 6.5.
In questi giorni sono girate notizie e commenti riguardanti la presenza di latte tipo d'olio all'interno delle strutture in cemento armato che potrebbero aver influito sulla resistenza della struttura. 
Si è persino letto in qualche commento che tali latte fossero state inserite in sostituzione dell'acciaio necessario alla portanza del cemento armato.
Di seguito il link ad uno degli articoli più autorevoli che ha riportato la notizia:
http://blogs.agu.org/landslideblog/2016/02/08/taking-responsibility-1/


Barattoli di latta all'interno delle colonne strutturali del complesso di
appartamenti Weiguan Jinlong in Taiwan (Cina Foto Press)

Lattine di olio all'interno delle colonne della
Weiguan Jinlong (Taipei Times)


Analizzando con alcuni colleghi ed amici, tra cui anche ingegneri strutturisti, le fotografie riportate dai media, si possono fare alcune considerazioni sulla presenza di queste latte all'interno della struttura muraria.
Preciso che si tratta di considerazioni personali emerse dall'osservazione di fotografie e dal confronto, senza poter avere informazioni dirette e dettagliate. 
L'esperienza e le conoscenze tecniche in campo edile mi portano a credere che con buona probabilità, le considerazioni siano rispondenti alla realtà dei fatti.

Innanzitutto, cercando di semplificare il più possibile, ricordo che il cemento armato, è in realtà un materiale composito formato dal calcestruzzo e da una armatura in acciaio, la quale può assumere varie forme ed essere formata da più ferri di differente sezione e diametro. 

Dalle foto si evince che la struttura principale (a destra delle latte nelle foto), quella portante quindi, ha subito un evidente distacco tra due parti proprio nel punto di rottura ritratto nella foto. Contestualmente si può vedere che la stessa struttura si presenta però ancora intera e compatta e non frantumata.
Le oramai famose latte metalliche hanno lo scopo di creare un riempimento distanziando la parte portante (a destra) e una seconda parete interna (a sinistra) la quale ha una sola funzione di tamponamento interno e nessuna funzione strutturale (se non quella di sorreggere se stessa) considerato anche l'esiguo spessore.

A differenza di quanto riportato da alcuni media, ci sono evidenti segni della presenza di numerosi ferri d'armo anche nella struttura principale. 
Dalla prima foto, ad esempio, sembra esserci maggiore armatura nella muratura sottile di tamponamento (a sinistra delle lattine) rispetto a quella portante (a destra) anche a causa di un effetto ottico di proporzionalità tra la quantità di ferro e di cemento, anche in virtù dello spessore limitato. Bisogna inoltre considerare che differenti spessori e diametri del ferro d'armo offrono differenti prestazioni e resistenze.

Concludendo questa breve analisi si può desumere che la presenza delle latte all'interno della muratura sia pressoché ininfluente alla portanza strutturale, proprio perché non inserite all'interno della parte il cui compito è offrire resistenza al peso ed alle sollecitazioni interne o esterne della struttura. 
Anche nell'ipotesi precedentemente accennata, di una scarsa presenza di acciaio nelle strutture in cemento armato, la causa del crollo e dei distacchi sarebbe da imputare a questa mancanza, non tanto alla presenza o meno delle lattine. 

In definitiva, seppur foto di questo tipo possano provocare pensieri e sdegno nell'opinione pubblica, dal punto di vista tecnico possiamo concludere che la presenza di queste latte all'interno di questa tipologia di muratura risulta ininfluente alla portanza e stabilità strutturale dell'edificio.


Della stessa opinione anche il prof. Marco Mucciarelli, direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS), in un articolo comparso nel suo blog.

lunedì 8 febbraio 2016

Terremoto Sicilia - 08 febbraio 2016

Un terremoto di magnitudo ML 4.6 è avvenuto in Sicilia nella provincia/zona di Siracusa il
08-02-2016 15:35:43 (UTC) 
08-02-2016 16:35:43 (UTC +01:00) ora italiana
con coordinate geografiche (lat, lon) 36.98, 14.87 ad una profondità di 4 km.


Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.

La scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione delle provincie di Catania, Siracusa e Ragusa ma non si hanno ancora notizie di eventuali ripercussioni dell'evento e del risentimento sismico.
La scossa è stata inoltre avvertita anche sull'isola di Malta.

Alle 16.40 locali, è stata registrata una seconda scossa di Magnitudo 2.1, mentre un'altra scossa era stata registrata nella stessa zona nelle prime ore di questa mattina alle ore 05.47 locali con Magnitudo 2.0.

Tutti gli enti destinati al monitoraggio del territorio e monitoraggio sismico, nonché diverse componenti e strutture di Protezione Civile stanno effettuando verifiche e stanno seguendo l'evolvere della situazione.

Numerose le chiamate arrivate ai centralini di Protezione Civile e Vigili del Fuoco ma, dalle prime informazioni, non si registrano danni a persone o cose.

Già nella giornata di ieri era stato registrato un terremoto di magnitudo ML 3.4 avvenuto nella provincia/zona di Ragusa alle ore 02:41:59 (UTC +01:00) ora italiana, oltre ad altre scosse di entità minore.

L'attività sismica nella zona sta proseguendo con alcune repliche di magnitudo inferiore. La maggiore replica è stata registrata con una ML 3.7 alle ore 18.57 locali.

mercoledì 3 febbraio 2016

Lieve evento sismico tra Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto.

Questa sera un lieve evento sismico è stato registrato in provincia di Brescia, nella zona nord ovest del lago di Garda, a cavallo delle regioni Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto.

Il terremoto di magnitudo ML 3.0 è avvenuto il 03-02-2016 21:37:39 (UTC) - 03-02-2016 22:37:39 (UTC +01:00) ora italiana
con coordinate geografiche (lat, lon) 45.76, 10.74 ad una profondità di 13 km.


Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.

Vista la magnitudo contenuta l'evento ha avuto uno scarso risentimento sismico da parte della popolazione.

lunedì 1 febbraio 2016

Le QSL di gennaio 2016

Ecco qui le conferme ricevute a gennaio 2016 per gli ascolti radio di varia natura. 

Iniziamo con le eQSL di ascolti radioamatoriali. Con quelle ricevute nel mese di gennaio ho raggiunto i 65 paesi e i 240 prefissi confermati.














Di seguito alcune QSL cartacee ed elettroniche ricevute da radioamatori, stazioni pirata e utility. In particolare segnalo l'arrivo della QSL della trasmissione commemorativa natalizia della stazione SAQ in VLF.








73 de giorgio de luca SWL I-4979/VE