mercoledì 23 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg55

Comunicato stampa del 23 marzo 2011 della Città di Vittorio Veneto

L’Ogs testa il terreno del Fadalto
Assodato dai tecnici che il fenomeno dei boati in Val Lapisina viene provocato dalla circolazione di masse d’acqua in pressione nel sottosuolo, senza connessione a eventi sismici, non cessa il grado di attenzione e lo studio della zona nella quale si sono verificati i vari episodi nel corso dei mesi e delle settimane scorsi. E’ in fase di spedizione il vademecum, con tutte le informazioni, le date degli incontri già fissate per quartiere e i riferimenti per un eventuale caso di emergenza. Sarà inviato dalla prossima settimana a tutte le famiglie dei vari quartieri con allegata la cartina della zona di residenza. Insieme sarà allegata anche una breve nota del sindaco Gianantonio Da Re sulla sicurezza dell’ospedale dall’ipotesi di eventuali declassamenti nonchè sui futuri interventi. La novità rilevante per la Val Lapisina e per la zona di Fadalto riguarda l’annuncio del dott. Enrico Priolo, dell’istituto Oceanografico e Geofisica di Trieste: dal 29 al 31 marzo in Fadalto i geologi effettueranno infatti un intervento di indagine sismica del terreno per studiarne a fondo le reazioni alle vibrazioni. “Ci sembra giusto avvisare i cittadini che in quei giorni ci sarà un po’ di movimento di mezzi dell’Ogs in Val Lapisina, e che non si allarmino. – spiega l’assessore alla Protezione Civile Mario Rosset – L’indagine sismica prevista dal dottor Priolo non ha nulla a che vedere con i boati, ma servirà a farsi un’idea precisa delle caratteristiche del sottosuolo sottoposto alle vibrazioni”. Sarà per questo stesa un rete di rilevazione composta da più geofoni verticali e dal sismografo. Sull’area sarà lasciato quindi cadere da diverse altezze un peso di alcune tonnellate e saranno misurate le variazioni di velocità delle onde sismiche prodotte. Ogni geofono infatti è munito di un digitalizzatore che converte il segnale e lo trasmette al sismografo tramite un’interfaccia apposita. Con questo sistema si creano dunque artificialmente delle microscosse per verificare in dettaglio il comportamento dell’area sottoposta a indagine permettendo di capire le caratteristiche del substrato del terreno in Fadalto.

martedì 22 marzo 2011

Crisi Libica via etere

Grazie alla curiosità dei giorni scorsi, di alcune notizie apparse su diversi siti internet e grazie a quanto pubblicato dall'amico Andrea Lawendel sul suo blog http://radiolawendel.blogspot.com/ mi sono messo alla ricerca di qualche segnale radio riguardante la crisi libica.
Seguendo i suggerimenti facilmente sono riuscito ad ascoltare sui 1449 khz un loop ripetuto senza sosta: «La Ilah ill'Allah, Allah wa Akbar Ullah, non esiste altro Dio fuori di Allah, il più grande degli Dèi».
Su altre frequenze invece è facile intercettare le trasmissioni in fonia tra i caccia in azione o in pattugliamento e gli aerei radar Awacs.

Purtroppo i limitati sistemi d'antenna non mi permettono ascolti migliori ma già questi danno la portata di quanto è in atto a poche centinaia di chilometri da noi, nel bacino del Mediterraneo.

sabato 19 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg54

L'apparente calma dei media in questi giorni e la mancanza di nuove segnalazioni di boati nella zona del Fadalto sta permettendo in questi giorni la valutazione di tutte le attività di pianificazione e di prevenzione utili in casi come questi.
Molti sono i comuni che stanno decidendo di rivisionare e riverificare il proprio Piano Comunale di Protezione Civile, di fare incontri di informazione alla popolazione sul rischio sismico e sulle modalità da tenere in caso di evento prima durante e dopo il terremoto.
Tra questi anche il piccolo Comune di Fregona ha indetto ieri sera una serata di informazione per la popolazione proprio per far conoscere loro le caratteristiche del territorio comunale dal punto di vista geologico e sismico. Sono state inoltre date le informazioni necessarie per i comportamenti opportuni da tenere in caso di evento sismico da parte dei cittadini. Alla luce di questo è anche stato presentato il nuovo Piano Comunale di Protezione Civile che verrà prossimamente divulgato in maniera dettagliata e puntuale.
E' stata una gradevole serata finalizzata alla formazione dei cittadini, nell'ottica di far crescere una cultura della sicurezza e della Protezione Civile.

Prossimamente anche il Comune di Vittorio Veneto si sta organizzando per un ciclo di incontri informativi sul rischio sismico.
Ecco il comunicato stampa della Città di Vittorio Veneto del 16 marzo

Incontri nei quartieri per illustrare il piano di Protezione Civile

Mentre si sta predisponendo per l’invio a tutte le famiglie del Vademecum informativo sui comportamenti di auto protezione in caso di eventi sismici, a seguito delle numerose richieste e sull’onda emotiva creata dal fenomeno dei boati nella Val Lapisina, è stato stilato un calendario di incontri con tutti i quartieri della città a cura del Sistema istituzionale integrato di Protezione Civile e del Centro Operativo Intercomunale.
Nell’occasione sarà presentato il vademecum e il Piano comunale di Protezione Civile.

Questo il calendario degli incontri:
Per Fadalto Alto, Fadalto Basso, Nove e San Floriano lunedì 11 aprile 2011 alle ore 20 nella sede degli Alpini di Nove.
Per Forcal, Longhere, Serravalle e S.Andrea lunedì 18 aprile 2011 alle ore 20 nel salone delle scuole elementari di Forcal.
Per il Centro, Costa e Meschio martedì 3 maggio 2011 alle 20 nella sala polifunzionale del Centro Victoria & City.
Per San Giacomo di Veglia lunedì 16 maggio 2011 alle 20 nella sala polivalente della scuola elementare Nazario Sauro in via Cal de Livera
Per Ceneda e Val dei Fiori lunedì 23 maggio 2011 alle 20 nella palestra del Collegio Santa Giovanna d’Arco.

mercoledì 9 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg53

Comunicato Città di Vittorio Veneto del 09.03.2011

Boati in Fadalto, i tecnici rassicurano i sindaci

All’incontro organizzato questa mattina, mercoledì 9 marzo, dalla provincia con la Protezione Civile regionale per dare un’informazione completa e approfondita sui fenomeni acustici registrati negli ultimi mesi e settimane in Val Lapisina e associati erroneamente – stando ai dati raccolti – a fenomeni di natura sismica in senso stretto, hanno partecipato i rapresentanti, sindaci o delegati di 31 dei 95 comuni della Marca (Colle U., S.Pietro di F., Revine Lago, Vittorio Veneto, Farra di Soligo, Godega S.U., Conegliano, S.Fior. Vazzola, Oderzo, Ponte di P., Tarzo, Sarmede, Codognè, Miane, Refrontolo, Orsago, Cison, Fregona, Follina, Arcade, Meduna, Valdobbiadene, Loria, Sernaglia, Paese, Moriago, Susegana, Cappella Maggiore, Cordignano e Pieve di Soligo).

Un terzo dei comuni dunque interessati dalla relazione che i tecnici hanno illustrato, dopo i saluti del sindaco Gianantonio Da Re, dell’assessore regionale Daniele Stival, del presidente della Provincia Leonardo Muraro, dell’assessore Mirko Lorenzon, del comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Agatino Carrolo.

Chiarito che il fenomeno non era da considerarsi, come è sembrato a volte, di tipo politico, ma esclusivamente tecnico, e che l’incontro è stato l’epilogo di un periodo di vigilanza completa del territorio e di raccolta e analisi dati approfondita, quindi con in mano dei dati certi, il coordinatore regionale della Protezione Civile Roberto Tonellato ha affermato che la Regione ha messo in atto tutto quello di sua competenza, a margine della costituzione del Centro Operativo intercomunale.
Seguiranno passaggi collegati per far fronte a qualsiasi fenomeno dovesse verificarsi, mentre tutto rimane monitorato e sotto controllo, con un sistema attivo e funzionale.

E’ emerso in prologo che in Provincia di Treviso, su 95 comuni, 49 risultano classificati in zona 2 ad alto rischio sismico, il resto in zona 1. Quindi:
- Gli eventi strumentali rilevati sono apparsi nella normalità per il territorio, zona di forte concentrazione di tensione, non ci sono state variazioni significative e non si può dire che le vibrazioni associate ai boati siano stati terremoti di tipo rilevabile dagli strumenti come tali.
- Sono state installate per arrivare a queste conclusioni ben 14 stazioni di rilevamento sul territorio, 7 dell’ogs, 5 dell’Enel e due private.
- E’ stato rilevato che i boati corrispondono a eventi di microsismi non tettonici, dalle caratteristiche precise: le vibrazioni sotterranee generano boati, onde acustiche ed è un fenomeno conosciuto, conseguenza delle piccole vibrazioni.
- Sono stati registrati al 28 febbraio 346 eventi, di cui 334 solo strumentali, e solo 12 percepiti dai residenti, della durata di 2-3 secondi.
- Dal 28 febbraio all’8 marzo, giorno delle ultime rilevazioni sono stati registrati solo 16 eventi, per cui i tecnici sostengono che si è in una fase di sostanziale stabilizzazione con tendenza alla diminuzione: se al 28 febbraio si registravano dai 5 ai 10 eventi al giorno, nel mese di marzo, e attualmente, il numero è sceso a 2 eventi al giorno.
- La zona è molto ben delimitata: l’area dei fenomeni è ristretta ad 1,5 chilometri di diametro, e gli eventi arrivano da punti diversi di quest’area, a profondità valutata dai 500 ai 600 metri. Questo indica una probabilità molto bassa, quasi nulla, di correlazione di fenomeni tettonici che generano terremoto.
- Si è arrivati a questa conclusione per esclusione: non presenza o formazioni franose, non collasso di cavità carsiche di cui la zona è molto ricca, non colpi di tensione per gallerie o scavi, la bassa profondità.
- L’origine per deduzione indica la connessione alla circolazione di masse d’acqua nel sottosuolo, che generano colpi d’ariete , conseguenze della fase alluvionale dell’inverno. Può esser anche presenza di micro sismicità indotta dalla variazione di pressione sotterranea dell’acqua sulle rocce.

L’assessore Stival a conclusione del dibattito e delle domande di alcuni sindaci ha stimolato incontri con le popolazioni, esercitazioni e serate informative.
Il sindaco Da Re ha sottolineato che ora, in presenza di dati e notizie certe, si possono affrontare le riunioni: “Meglio prima essere pronti che impreparati poi”.

Considerazioni geologiche, tettoniche e geomorfologiche delle Isole Tremiti

Viene ripubblicato questo interessante articolo di Balocchi P. (1) & De Luca G. (2) con le foto di Sorci A. e Fossati P. nel portale di cultura e Natura sulle Isole Tremiti www.marlintremiti.it

Potete trovare l'articolo 65 milioni di anni fa... le Isole Tremiti su Magazine Marlintremiti, 8 all'indirizzo
http://www.marlintremiti.it/pagina.php?macroarea=TRE&categoria=MAGAZINE M&id_v=87

Riassunto
Le isole Tremiti richiamano ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo. Le meraviglie osservate, ammirate e fotografate ogni giorno non sono altro che l’effetto del corso della natura in milioni di anni. Dall’esperienza turistica nasce un approfondimento dettagliato della formazione e della storia dell’arcipelago da un punto di vista geologico e litologico. Un percorso turistico ad alto contenuto scientifico.

(1) Geologo del GeoResearch Center Italy - GeoBlog (sito internet: http://www.geobalocchi.blogspot.com/);
(2) Geometra e collaboratore del GeoResearch Center Italy - GeoBlog (sito internet:
http://www.ricercasperimentale.blogspot.com/).

Boati in Fadalto - agg53

fonte Oggi Treviso

BOATI: DA RE NON ESCLUDE UN NUOVO INCONTRO CON LA POPOLAZIONE
Stamattina il vertice al teatro Da Ponte per tutti i sindaci del territorio


VITTORIO VENETO - «L'incontro con la popolazione è già stato fatto lo scorso 10 febbraio al Victoria, ma non è escluso che se ne possa fare uno nuovo, ma non sarà certo questo a placare gli animi della gente».

Il sindaco Gianantonio Da Re, questa mattina dalle 10,30 impegnato nel vertice indetto dalla provincia al Teatro Da Ponte con tutti i sindaci del territorio, non nega dunque la possibilità di un nuovo incontro pubblico sul tema boati. Un incontro che nelle settimane scorse, anche a seguito degli ultimi sviluppi, era stato chiesto dal consiglio di quartiere della Val Lapisina a nome dei cittadini.

Domenica mattina, alle 7,38, una nuova scossa, questa volta di magnitudo 1,7, è stata registrata dai sismografi posizionati dal CRS in Fadalto, sul versante del Col Visentin che dà sulla valle. «In municipio - fa sapere il sindaco - non ci è giunta alcuna segnalazione da parte della popolazione».

Intanto prosegue l'attività del Centro Operativo Comunale (COC) che sta mettendo a punto delle esercitazioni di Protezione Civile che coinvolgano anche i volontari. Questi saranno coordinati nelle attività dal DOGE (Direttore Operativo Gestione Emergenza) una figura, si tratta in questo caso di una donna, che è stata nominata dalla regione nei giorni scorsi.

Boati in Fadalto - agg52

fonte Corriere delle Alpi

Fadalto: doppio boato e poi un terremoto
Domenica alle 7,30 microscossa (1,7 gradi) con epicentro 12 km sotto terra


TAMBRE. Dopo una notte di micro vibrazioni, con due boati percepiti dai residenti, domenica mattina, alle 7.30, è arrivato anche il terremoto. Un vero e proprio terremoto tettonico, di magnitudo fortunatamente piuttosto contenuta, appena 1,7 gradi, con epicentro a 12 chilometri sotto terra, in Alpago.
Verrebbe da dire, sorridendo ironicamente, che gli "sciacalli", come li ha definiti il sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re, ci sono andati vicino. Avevano previsto un terremoto per il 5 marzo, hanno sgarrato di 7 ore e 38 minuti.
A quell'ora, domenica mattina, le stazioni sismografiche del Centro Ricerche sismologiche di Udine hanno infatti registrato un sommovimento tellurico con una magnitudo di 1,7 gradi. Pochi gradi, dunque, ma c'è chi in Fadalto ha sentito la terra tremare, per pochi secondi.
L'epicentro? «Tra gli 8 ed i 12 chilometri di profondità», come spiega Gian Luigi Bragato, che ogni giorno, da due mesi, si prende cura di ciò che succede nelle viscere della terra, a Fadalto e dintorni.
Ritornando agli "sciacalli", viene però da sorridere perché loro avevano previsto un cataclisma dall'Alpago a Riese Pio X. Invece siamo qui a parlare di tutt'altro e il sindaco Da Re, come pure il suo collega di Farra d'Alpago, Floriano De Pra, si augurano che i carabinieri diano un'identità a quel "Paolo" che ha firmato il volantino recapitato ad alcuni anziani.
«Il terremoto di domenica mattina», spiega Bragato, «non ha nulla a che vedere con le vibrazioni superficiali che stiamo registrando in corrispondenza dei boati, di cui alcuni anche nella nottata tra sabato e domenica. La scossa registrata, ancorché di debole magnitudo, è un vero e proprio terremoto, uno di quelli classici».
Sommovimenti tellurici, come spiegano i responsabili del Crs di Udine, che si verificano spesso in Val Lapisina, e più spesso ancora in Alpago e in Cansiglio, proprio nella dimensione limitata di domenica. Movimenti che sono quasi impercettibili e dai quali, sempre secondo gli esperti, non ci sono deduzioni da tirare. Ovvero, non sarebbero scosse premonitrici di qualcosa di più grave. Gli abitanti, però, hanno paura.

Come l'hanno avuta all'inizio di febbraio, quando la "voce dell'orco" si è fatta sentire con 1,8 gradi della scala Richter. Da qui l'invito della Protezione civile regionale a "tenersi pronti" per ogni eventualità, come i dirigenti spiegheranno ai sindaci convocati dal presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, domani al teatro Da Ponte di Vittorio Veneto; una riunione che sarà ripetuta nei giorni successivi in Alpago per gli amministratori della zona. Capitolo diverso, invece, quello dei boati e delle micro vibrazioni, catturate ad una profondità massima di 500-600 metri e che sono causate dagli spostamenti d'acqua nelle cavità carsiche, dovute alle grandi piogge dell'autunno e allo scioglimento delle nevi in montagna. Di microscosse ne vengono catturate 7-8 al giorno dalle apparecchiature del Crs; dei relativi boati, invece, si ha sentore ormai solo di rado. Recentemente, sabato notte alle 22.30 e domenica mattina verso le 3.

martedì 8 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg52

fonte OggiTreviso

BOATI: «MANCANO INFORMAZIONI, TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE»
Il consigliere di Sinistra Vittoriese, Adriana Costantini, accusa il sindaco di gestire la questione boati in modo «verticistico e militarizzato»


VITTORIO VENETO - Non solo incontri a porte chiuse per tecnici e amministratori, ma anche un nuovo incontro pubblico aperto a tutti i cittadini sulla questione boati.

A chiederlo è il consigliere comunale Adriana Costantini (SV) che sottolinea come i cittadini abbiano diritto ad avere delle informazioni corrette e continuative da parte dell'amministrazione.

«Nella gestione del problema Fadalto - evidenzia il consigliere di Sinistra Vittoriese - da parte del sindaco mancano informazione, trasparenza e partecipazione. Fino ad oggi Da Re ha rifiutato l'incontro pubblico richiesto dal consiglio di quartiere e dai residenti della Val Lapisina».

Informazione che secondo Costantini sarebbe necessaria proprio per il fatto che «i cittadini sono soggetti attivi della Protezione Civile e non oggetto passivo di interventi calati dall'alto». Dunque, secondo Costantini sarebbe necessario «organizzare immediatamente in Val Lapisina un'assemblea con la cittadinanza del Fadalto, seguita da altri incontri a cadenza regolare» e «predisporre la stesura quotidiana di un bollettino che riporti gli aspetti quali/quantitativi dei fenomeni e i dati rilevati». Non da ultimo, secondo il consigliere comunale, è necessario «coinvolgere i cittadini del Fadalto, consiglio di quartiere e associazionismo locale per attivare una rete di solidarietà e di reciproco aiuto».

venerdì 4 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg51

fonte Corriere delle Alpi

Boati in Fadalto: volantini anonimi annunciano il sisma
Sono stati recapitati a casa degli abitanti e in locali pubblici. Il sindaco di Vittorio Veneto ha sporto denuncia contro ignoti per sciacallaggio


FAdALTO. Allarme-sciacalli in Fadalto. Ignoti buontemponi hanno annunciato il terremoto per domani, altri per il 7, altri ancora per il 12. Con tanto di volantini distribuiti nelle case e nei locali pubblici. Il sindaco di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re ha annunciato che li ha denunciati ai carabinieri per procurato allarme.Intanto il Comitato operativo intercomunale ha fissato per mercoledì una riunione. L'incontro è aperto a tutti i sindaci della Provincia di Treviso. A suo tempo avevano attribuito la paternità dei boati agli ufo. E i residenti - quelli che di notte venivano svegliati dai botti, sentendo tremare i pavimenti della casa - si erano incavolati. Ma senza reagire in termini di denuncia. Adesso, invece, l'ha fatta il sindaco.Anche a seguito di una ferma protesta dell'assessore Bruno Fasan che abita in Fadalto. «La gente è spaventata perché si è trovata raggiunta da volantini che annunciano il terremoto per sabato, oppure per i prossimi giorni», racconta Fasan. «I volantini sono stati recapitati soprattutto agli anziani, avvertendoli che sabato in particolare sarebbe arrivato un cataclisma con la distruzione di un'area amplissima, da Farra fino a Riese Pio X e con il consiglio di trasferirsi al sicuro, verso Trichiana».«Vuoi vedere che qualche malintenzionato vuol far scappare i nostri anziani, magari per rubare nelle loro case abbandonate?», si chiede, preoccupato, Fasan. E così la gente che ha telefonato ai vigili del fuoco, alla polizia locale, e ha bombardato di chiamate anche il centralino del Comune. A questo punto il sindaco Da Re, primo responsabile della Protezione civile, ha deciso di reagire con fermezza. Ed ha presentato denuncia.«E' chiaro che si tratta di atti di sciacallaggio, opera di irresponsabili, per i quali il Comune ha presentato denuncia di procurato allarme verso ignoti e sui quali stanno indagando i Carabinieri», spiega il sindaco. «Questo gesto - continua - contribuisce a diffondere un allarmismo diffuso e immotivato. La situazione non è tale da essere allarmante. Il Centro Operativo Intercomunale per questo sta studiando dati e sta raccogliendo i risultati delle indagini tecnici, e possiamo dire che non possono essere correlati automaticamente a segnali precursori, come hanno detto gli esperti».«In presenza di un analogo fenomeno, anche noi prenderemo gli stessi provvedimenti», annuncia il sindaco di Farra Floriano De Pra.

fonte il Gazzettino
Boati sul Fadalto, «terremoto il 13 o il 17»Sindaco: «Sciacallaggio di irresponsabili»
Allarmi su Facebook, kit di sopravvivenza a Treviso e BellunoIl sismologo inascoltato a L'Aquila: «Analogie con l'Abruzzo»


TREVISO - Psicosi da sisma. E fioccano le denunce per procurato allarme. Mentre si succedono le riunioni tecniche sui boati del Fadalto, si accavallano le spiegazioni, fra rassicurazioni e allarmismi, inevitabile cresce la preoccupazione dei cittadini. Le voci di un probabile terremoto si rincorrono ormai da Treviso e Belluno, passando per la Val Lapisina, con previsioni di disastri in date ben precise. Tutte molto vicine: secondo una sensitiva la terra si muoverebbe nella notte fra sabato e domenica, per altri la data fatidica sarebbe fra il 13 e il 17 marzo. Il sismologo che annunciò, inascoltato, il sisma dell’Aquila, Giampaolo Giuliani, fa preoccupanti analogie fra la situazione precedente il sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo e quanto sta succedendo in Fadalto. La situazione si fa incandescente e sulle dichiarazioni ufficiali che invitano alla calma prevalgono quelle allarmistiche in quello che ormai si è trasformato in un pericoloso passaparola.Non sono pochi i cittadini, in Alpago e in Fadalto, così come a Belluno, che hanno preparato valigia, kit di sopravvivenza e riempito l’auto di beni di prima necessità. Così, tanto per tenersi pronti ad ogni eventualità. Su Facebook il Muro di Belluno fa il conto alla rovescia. Mercoledì scriveva in bacheca: "meno due giorni alla scossa di terremoto", con un seguito di 42 commenti. Ieri ancora: "meno un giorno...", e giù un’altra quarantina di post.Ma la psicosi ormai è collettiva. Si pensi che in Val Lapisina sono stati addirittura distribuiti agli anziani e alle famiglie dei messaggi preannunciando disastri sismici nelle date del 13 e del 17. E durante le prove di evacuazione che in questi giorni si stanno facendo un po’ in tutte le scuole, da più parti, le date a rischio sono state riportate anche agli studenti.Il Comune di Vittorio Veneto ha appena presentato denuncia ai Carabinieri per procurato allarme nei confronti di ignoti, mentre l’Arma sta già indagando su denuncia di un cittadino. «È chiaro che si tratta di atti di sciacallaggio, opera di irresponsabili - dichiara il sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re -. Questo contribuisce a diffondere un allarmismo diffuso e immotivato che dobbiamo combattere e smentire in modo assoluto. Ma la situazione non è tale da essere allarmante. Il Centro operativo intercomunale sta studiando dati e raccogliendo risultati delle indagini tecniche e possiamo dire che non possono essere correlati automaticamente a segnali precursori, come confermato dalla Protezione civile».Le riunioni intanto non si fermano. Ieri pomeriggio quella del Coi, il Centro operativo intercomunale, con Protezione civile regionale, vigili del fuoco, Province, Prefetture di Belluno e Treviso, e Carabinieri. Per questa mattina, alle 9.30 a Marghera, è convocata una riunione della Protezione civile. E il 9 marzo, mercoledì, alle 10.30 al teatro Da Ponte a Serravalle, Vittorio Veneto, si terrà una riunione per tutti i sindaci delle aree interessate al problema del rischio sismico.

fonte OggiTreviso.it
BOATI: I TECNICI ESCLUDONO LA NATURA SISMICA
E' quanto emerso dal vertice di oggi a Marghera
VITTORIO VENETO - Sembra giungere verso una spiegazione il fenomeno dei boati registrati dallo scorso ottobre in Fadalto.
In occasione del vertice regionale di questa mattina a Marghera, al quale ha partecipato per il comune di Vittorio Veneto l'assessore alla Protezione Civile, Mario Rosset, è emerso che
«non ci sono correlazioni ad attività di tipo sismico» per i boati registrati in Fadalto. Una conclusione a cui i tecnici del Centro Ricerche Sismologiche di Udine sono giunti analizzando i dati rilevati dai sismografi posizionati in Val Lapisina e confrontandoli con i parametri precursori di un'attività sismica.
«Oggi - spiega l'assessore Rosset - siamo giunti all'atteso verdetto. Grazie alla lettura dei dati da parte degli esperti è stato escluso in modo categorico una correlazione tra i boati del Fadalto e un evento sismico. Sappiamo che la zona è a rischio sismico e per di più è stata compromessa negli anni da una frana e dall'azione dell'uomo, per questo continueremo il monitoraggio».
Con gli ultimi dati raccolti, i tecnici del CRS hanno individuato che la profondità da cui si generano boati e vibrazioni è stimata fra i 500 e i 600 metri, più superficiale rispetto al chilometro di cui si parlava nelle settimane scorse. L'area da cui hanno origine ha un diametro di circa 1,5 km con centro in prossimità di Fadalto Basso.
Dallo scorso 26 gennaio, giorno in cui è stato posizionato il primo sismografo mobile da parte del CRS di Udine, sono 346 le scosse registrate, 12 delle quali sono state percepite dai residenti. Un fenomeno che nelle ultime due settimane, precisa la Protezione Civile regionale, si è attenuato con un numero di eventi giornalieri compresi tra 5 e 10.
La causa di questi fenomeni sarebbe dunque legata ai flussi sotterranei di acqua e alla natura carsica del territorio: la rottura improvvisa di rocce per la pressione dell'acqua e i colpi d'ariete, sempre dovuti alla pressione dell'acqua che scorre sotto terra, sarebbero dunque all'origine dei boati e delle vibrazioni avvertiti dalla popolazione e registrati dalle apparecchiature. Un fenomeno che, come nel 2003, si collega alle abbondanti piogge cadute nell'autunno scorso. «Inizialmente questa ipotesi era stata scartata - ricorda l'assessore Mario Rosset - ma ora con i dati forniti dagli strumenti si è giunti a questa conclusione che si lega alla forte piovosità dell'autunno. I tecnici oggi hanno parlato di "idro-clac", ovvero rottura di rocce dovute alla forte pressione dell'acqua».
Continuerà anche nelle prossime settimane l'attività di monitoraggio del territorio con i sette sismografi del CRS e i cinque installati dal CESI per conto dell'Enel, registrazioni che vengono trasmesse al centro di Udine in tempo reale via SMS. «Quando il fenomeno dei boati si scemerà - aggiunge Rosset - è stato deciso di non togliere tutti i sismografi, ma di mantenerne uno in Val Lapisina».
«L’attività di controllo e di studio - fa sapere la Protezione Civile regionale - proseguirà per migliorare le conoscenze sulla struttura del sottosuolo e sulle modalità di propagazione delle onde sismiche nella zona del Fadalto. Continueremo a tenere d'occhio la situazione, proseguiremo nell'attività di informazione e allertamento delle strutture e delle istituzioni preposte, perchè, al di là del fenomeno di questi mesi, l'area è zona sismica 2».

Boati in Fadalto - agg50

Gli ultimi comunicati stampa della Città di Vittorio Veneto

2 marzo 2011
Pronto il Vademecum, per ora nel sito del Comune
Il comando provinciale dei Vigili del Fuoco, dopo la riunione del Coc di martedì 1 marzo ha messo a punto il Vademecum che sarà diffuso alla popolazione, una volta completato dagli altri elementi, di carattere tecnico e con i numeri di riferimento, alla cui realizzazione è in opera un gruppo di lavoro.Per ora le indicazioni comportamentali, forse quelle più importanti, saranno visibili nel sito del Comune, nella sezione dedicata ai boati in Fadalto.Domani, giovedì 3 marzo, si terrà in municipio alle 15 un ulteriore incontro del Coc per la continuazione della messa a punto del piano in caso di eventuale emergenza e per il completamento del vademecum.Venerdì in mattinata nella sede della Protezione Civile a Marghera si terrà una riunione con i vertici regionali della Protezione Civile e i tecnici del Centro sismologico, un approfondimento tecnico per verificare e valutare i dati dei monitoraggi.


3 marzo 2011
Sciacallaggio sul terremoto, il Centro Operativo smentisce e raduna i sindaci
Sarà proposta dalla Provincia, attraverso il Coordinamento della Regione, una riunione per tutti i sindaci della Provincia di Treviso interessati al problema del rischio sismico. Si terrà mercoledì 9 marzo alle 10.30 al Teatro Da Ponte. Questo è uscito dalla riunione del Centro Operativo intercomunale riunitosi oggi, presenti i responsabili regionali di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Province e Prefetture di Treviso e Belluno, e Carabinieri, alla luce di quanto uscito sulla stampa in questi giorni, perché evidentemente il confine di un eventuale terremoto non si ferma ai confini geografici di Vittorio Veneto e Farra d’Alpago. Il tutto anche alla luce di alcuni messaggi che in questi giorni sono stati distribuiti ad anziani e famiglie della Val Lapisina preannunciando in date diverse disastri sismici nel vittoriese. “E’ chiaro che si tratta di atti di sciacallaggio, opera di irresponsabili, per i quali il Comune ha presentato denuncia di procurato allarme verso ignoti e sui quali stanno indagando i Carabinieri. – afferma il sindaco Gianantonio Da Re – Questo contribuisce a diffondere un allarmismo diffuso e immotivato che dobbiamo combattere e smentire in modo assoluto. La situazione non è tale da essere allarmante. Il Centro Operativo Intercomunale per questo sta studiando dati e sta raccogliendo i risultati delle indagini tecnici, e possiamo dire che non possono essere correlati automaticamente a segnali precursori, come ci ha confermato l’ing. Tonellato della Protezione Civile a seguito delle indicazioni fornite dall’OGS”. Per chiarire quindi una volta per tutte la situazione, alla luce dell’analisi degli ultimi dati, che arriveranno in Regione dall’OGS, il Coc e la Protezione Civile regionale hanno deciso, d’accordo con il presidente della Provincia Leonardo Muraro, di convocare tutti i sindaci interessati mercoledì prossimo, 9 marzo, alle 10.30, al Teatro Da Ponte: saranno i tecnici a spiegare dettagliatamente i risultati delle indagini finora effettuate, e ne uscirà un documento univoco che dirà le cose come stanno realmente, con la corretta presa di coscienza alla luce di dati oggettivi, con elementi tecnici che consentiranno un corretta prevenzione in caso di emergenza, in questo caso sismica, ed anche per l’effettuazione di esercitazioni senza che siano motivo di allarme. Questo alla luce di una zona che è considerata universalmente a rischio è parsa al Coc la procedura più consona. Non si ferma la realizzazione del vademecum che la Regione coordinerà per l’invio a tutte le famiglie vittoriesi e della Provincia.


4 marzo 2011
Boati in Fadalto, i tecnici escludono attività sismiche
Non ci sono correlazioni ad attività di tipo sismico. E’ quanto emerso nella riunione di questa mattina, tenutasi nella sede della Protezione Civile Regionale a Marghera, alla quale ha partecipato l’assessore alla Sicurezza Mario Rosset e il Centro Operativo intercomunale di Vittorio Veneto e Farra d’Alpago. I tecnici dell’OGS analizzando i dati dei rilevatori piazzati in Val Lapisina e presi in considerazione i parametri cosiddetti precursori di attività sismica, hanno sostenuto che un evento di tipo sismico collegato ai boati è da escludere. E’ stato invece localizzato con maggiore precisione il luogo da cui provengono vibrazioni e suoni: ad una profondità stimata sui 4-500 metri, quindi ancora più superficiale rispetto alle prime indicazioni, nella zona di frana su cui si è formato il Fadalto. E’ stato altresì precisato che i fenomeni sono indotti dai flussi sotterranei di acqua correlati alla piovosità dello scorso inverno, sulla falsariga di quanto avvenne in modo più contenuto anche nel 2003, sempre a seguito di un periodo piovoso. Il fenomeno è stato circoscritto a due tipi di azione che spesso si sono sommati: cioè la rottura improvvisa di rocce per la pressione dell’acqua, e i colpi d’ariete dovuti alla pressione stessa dell’acqua che scorre nelle cavità del Fadalto, di tipo carsico.

martedì 1 marzo 2011

Boati in Fadalto - agg49

IL NUCLEARE IN FADALTO?
Cinquant’anni fa la Sade eseguì esperimenti sulla roccia come possibile “contenitore di un impianto per l’energia nucleare"


VITTORIO VENETO – La notizia dà i brividi. Anche se non è una notizia di oggi, o di ieri. E’ una notizia che arriva dal passato. Da un passato (l’anno è il 1960) in cui la Sade la fa un po’ da padrona in fatto di energia, sia in Veneto che nel Friuli Venezia Giulia. In particolare la Sade è attiva nell’arco dolomitico del Bellunese e a Longarone (tanto per citare un luogo tragico della memoria).
Il dottor Renato Cananzi, uno dei responsabili della Sade, parlando così, en passant, a una riunione conviviale del Lyons club di Mestre che aveva come tema i “problemi connessi all’impiego dell’energia nucleare” nell’aprile del 1960 afferma che “In una centrale idroelettrica di Vittorio Veneto sono state fatte prove tecniche e scientifiche, a livello molto serio ed elevato, sul comportamento della roccia della caverna come possibile contenitore di un eventuale futuro impianto per la produzione di energia nucleare”.
A riportare la dichiarazione di Cananzi è il Gazzettino, che in un articolo del 26 aprile di quell’anno accennava appunto all’ipotesi di costruire una centrale nucleare dentro l’indomita roccia del Fadalto.
Non si sa se “le prove tecniche e scientifiche” siano state limitate al 1960 e quanta e quale roccia sia stata testata per contenere eventuale uranio.
La Sade (che era una società privata nata a Venezia nel 1905), nel 1962, confluisce nell’Enel perché, per legge, la produzione di energia elettrica viene nazionalizzata. La tragedia del Vajont (la Sade era rimasta la proprietaria della diga) negli anni successivi travolse la società individuando in parte i colpevoli di un’impresa che causò uno dei drammi più tristi prodotti dall’uomo, non dagli umori della natura.
Quello che è certo è che la Sade in Fadalto ci starà a lungo per controllare la diga di Bastia (Santa Croce) e la centrale di San Floriano costruita nel 1961.
La notizia scovata nell’archivio storico del Gazzettino potrebbe essere solo una boutade. Perché anche solo pensare di associare una terra fragile e misteriosamente borbottante come il Fadalto con il nucleare sarebbe pazzesco.
Quello che ci si augura, anche attraverso queste righe, non è di creare inutili allarmismi, ma piuttosto di prevenire una tragedia. Se qualcuno dovesse sapere qualcosa su eventuali esperimenti avvenuti in Fadalto, be’ questo sarebbe il momento di parlare.