venerdì 15 gennaio 2010

Evento sismico Haiti - agg 04

Nell’isola di Haiti devastata dal terremoto, è già al lavoro l’advanced team italiano composto da funzionari del Dipartimento della Protezione Civile, della Croce Rossa italiana e dell'Esercito civile inviato dal Governo.

Il gruppo, atterrato ieri mattina all’aeroporto di Port au Prince con un Falcon 900, ha il compito di rintracciare i nostri connazionali e verificare le condizioni logistiche e di sicurezza per predisporre le infrastrutture minime per l'arrivo degli aiuti.
Gli uomini della Protezione civile, dopo alcuni sopralluoghi che si sono svolti nella giornata di ieri, avrebbero individuato un’area nella zona di Petionne Ville dove installare l’ospedale da campo in arrivo domani con un C130 partito da Pisa.

Oltre all’ospedale da campo sono partiti da Pisa un gruppo di medici specializzati in chirurgia d’urgenza, 11 tonnellate di materiali, tra cui cinque tende pneumatiche, una sala operatoria, apparecchiature medico-strumentali, medicinali e acqua potabile.
Gli uomini dell’advanced team sono al lavoro anche per creare un coordinamento tra le Nazioni Unite e l’Unione Europea per gestire gli aiuti, che stanno arrivando da ogni parte del mondo all’aeroporto di Port au Prince.
fonte Dipartimento Protezione Civile

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Continua l’emergenza assoluta ad Haiti. A tre giorni dal violento terremoto che ha devastato la capitale, dalle macerie si levano ancora lamenti e voci di persone intrappolate in ciò che resta di case ridotte in polvere. Una flebile speranza arriva dall'Hotel Christopher di Port-au-Prince, dove si teme siano rimasti intrappolati due italiani: una equipe di soccorso filippina (l'albergo era sede della missione Onu Minustah, con circa 200 uomini di Manila schierati) ha riferito di aver udito lamenti e rumori. E si continua a scavare.

Alcune zone delle regioni colpite risultano distrutte o gravemente danneggiate, con alcuni edifici completamente collassati. Circa due milioni di persone, pari a due terzi della popolazione colpita dal sisma, avranno bisogno di assistenza alimentare, secondo una stima dell’Onu, che ha effettuato una ricognizione in elicottero della Missione. La popolazione delle zone colpite è approssimativamente di 3,5 milioni di persone, di cui 2,8 nella capitale. Oltre a Port-au-Prince sono stati colpiti altri centri urbani come Jacmel e Carrefour. La distribuzione di aiuti è in corso e dovrebbe aumentare nei prossimi giorni, secondo quanto spiegano dalle Nazioni Unite ma mancano le forniture d'acqua e non c'è elettricità. Proprio per questo sale la rabbia tra la popolazione: esasperati per i ritardi negli aiuti, gruppi di superstiti hanno eretto a Port-au-Prince blocchi stradali utilizzando anche i cadaveri delle vittime del sisma.

Il mantenimento dell'ordine pubblico è indispensabile per coordinare la macchina degli aiuti, sottolineano i soccorritori, per i quali le prossime 24-48 ore sono decisive per impedire una catastrofe umanitaria legata alle epidemie.