venerdì 28 aprile 2017

Emozionato come un bambino alla vigilia della visita al Radiotelescopio di Medicina...

Domani con un manipolo di amici appassionati di radioastronomia, provenienti da varie zone d'Italia, visiterò per la prima volta il Radiotelescopio di Medicina (BO) dell'INAF Istituto di Radioastronomia.
La Croce del Nord In volo sopra la Stazione Radioastronomica (credit: Jader Monari - 2007) E oggi sale l'emozione come un bambino per il primo giorno di scuola...

lunedì 24 aprile 2017

Un nuovo riconoscimento dal gruppo Radioascolto La nostra passione

Negli anni la mia passione per il radioascolto ha visto vari cambiamenti, uno tra i principali è l'avvento e l'utilizzo massiccio del web e dei social. Questo ha permesso un sempre maggiore scambio di informazioni, frequenze, indirizzi tra gli appassionati dell'ascolto di stazioni broadcasting, radioamatoriali, utility o pirate.
Sempre maggiore importanza in questo genere di scambi e di segnalazioni, sono dovuti a Facebook che permette segnalazioni e aggiornamenti in diretta, così da avere un vero e proprio scambio live durante gli ascolti.
Pur essendoci un vasto scenario di gruppi, quelli seri ed attendibili si contano sulle dita di una mano.
Tra quelli di particolare rilievo non si può non segnalare il gruppo Facebook Radioascolto La nostra passione (link).


Nella giornata di ieri ho ricevuto una graditissima sorpresa: una targa quale Gold Member accompagnata dalla dedica "con sincera amicizia da tutto lo staff".



Un sentito grazie va alla staff del gruppo Radioascolto la nostra Passione formata dagli amici Adalberto, Gabriele, Alessio e Michele.

martedì 18 aprile 2017

World Amateur Radio Day

Ogni 18 aprile i radioamatori di tutto il mondo ricordano e festeggiano, anche con attivazioni particolari, il World Amateur Radio Day. E 'stato proprio in quel giorno, nel 1925, a Parigi si è costituita l'International Amateur Radio Union (IARU).






A tutti gli amici radioascoltatori e radioamatori auguro un buon
World Amateur Radio Day

73 de Giorgio
IU3IOU
SWL I-4979/VE

venerdì 14 aprile 2017

"D" Single Letter Beacon from Sevastopol - Crimea / Russia

Nella giornata odierna sulla frequenza di circa 10.871 kHz, ho ricevuto con segnale RST 588 una stazione che ripeteva continuamente in CW la lettera "D" mediante i punti e linea del Codice Morse
Si tratta di una delle cosiddette letter beacon e più precisamente una Single Letter Beacon che trasmette da Sebastopoli (Sevastopol) in Crimea, che nonostante molte fonti riportino come Ucraina, deve invece essere considerata Russia in virtù dell'inclusione del territorio della Crimea alla Russia.

L'ascolto è avvenuto con un'antenna Long Wire di circa 10 metri e un ricevitore Kenwood R1000, collegato al pc per poter monitorare e decodificare il segnale.
Di seguito trovate una schermata del segnale analizzato con il software spettrografico Spectran, dove si possono riconoscere facilmente i "picchi" della lettera "D" trasmessa in CW e che nel Codice Morse è identificata da linea punto punto. Successivamente un breve video con la registrazione della trasmissione.





Vi lascio di seguito un breve approfondimento sul questo tipo di trasmissioni denominate letter beacon.
Girando per le onde corte (HF) non è difficile imbattersi in questi tipi di segnali radio consistenti in trasmissioni di una singola lettera in CW (Codice Morse) ripetuta in maniera continuativa.

I letter beacon sono segnali simili a quelli prodotti da un radiofaro di origine incerta e vengono anche chiamati, sulla base di lievi differenze:
- SLB: Single Letter Beacons (segnali a lettera singola)
- SLHFB: Single Letter High Frequency Beacons (segnali a lettera singola in HF)
- SLHFM: Single Letter High Frequency Markers (marcatori a lettera singola in HF)
- marcatori di canale
- marcatori cluster
- marcatori FSK
- MX, una designazione ENIGMA

La designazione ENIGMA è la più opportuna e classifica questi segnali in tre categorie:
- MXb: segnali di propagazione a lettera singola
- MXm: marcatori di canale a lettera singola
- MXr: altri marcatori correlati

Si suppone che molti dei letter beacon abbiano origine da postazioni militari usate dalla Russia o dalla marina statunitense. Altri segnali, i cosiddetti phantom fishnet beacon, (radiofari posti solitamente su una boa atti a segnalare la presenza di una rete da pesca, in questo caso di origine sconosciuta) si suppone si trovino nel sud dell'oceano Atlantico. Vi è stato un caso in cui l'origine di una trasmissione di questo tipo è stata ricondotta ad un trasmettitore legato a due palme in una spiaggia isolata della Florida.

Scoperte alla fine degli anni sessanta, lo scopo di queste trasmissioni è sconosciuto. Si è ipotizzato che siano marcatori di canale, che siano usate nel tracciamento dei satelliti o, ancora, per scopi di protezione civile. Alcune stazioni come il marcatore U (identificato dalla lettera trasmessa) sono state usate per operazioni di radio jamming. Le frequenze utilizzate vengono spesso cambiate e, occasionalmente, vengono trasmesse voci o segnali di tipo radiotelescrivente (a volte identificabili come bollettini meteorologici o informazioni criptate).

Come già detto non è ancora stato chiarito il preciso scopo di queste trasmissioni, ma come appassionati di radioascolto, possiamo sfruttare queste trasmissioni per verificare e studiare la propagazione o per testare i nostri sistemi di antenna e ricezione.

In rete non si trovano grandissime informazioni e spesso le varie fonti sono discordanti tra di loro, ma si trovano alcune tabelle che individuano per le differenti letter beacon, il presunto luogo di trasmissione e le frequenze sulle quali sono è possibile riceverle.

Nuovo test di ricezione segnali ATV via RPT IR3UDC Monte Cesen

Domenica 09 aprile ho provveduto a realizzare un nuovo test di ricezione di segnali ATV, analogalmente a quanto fatto con il primo test di ricezione degli stessi segnali (link) mediante il ripetitore IR3UDC posizionato sul Monte Cesen.

In questo secondo test il setup è rimasto identico ad eccezione dell'LNB sostituito con uno meno vetusto e prestatomi sempre da I3EME Mario, il quale presenta una soglia del rumore pari a 0.3 dB.

Il posizionamento temporaneo del sistema di antenna formato dall'LNB

Il posizionamento temporaneo del sistema di antenna formato dall'LNB

L'LNB puntato sul Monte Cesen dove è presente il ripetitore ATV IR3UDC

Il cambiamento dell'LNB che funge da ricevitore ha richiesto nuovamente una fase di calibrazione del sistema per rintracciare la corretta corrispondenza delle frequenze del ricevitore e convertitore.

Bisogna tenere presente che il ripetitore IR3UDC non trasmette in maniera continuativa ma viene attivato a distanza mediante telecomando radio, al fine di ottimizzarne l'utilizzo ed i relativi consumi. Non appena il ripetitore è stato attivato ed ha iniziato la trasmissione è comparso il monoscopio di IZ3JYJ Luca in trasmissione ATV e che impegnava il ponte ripetitore, non è stato difficile individuare il segnale. La ricezione è iniziata alle 22.10 locali ed è proseguito fino alle 22.40 locali.

Il monoscopio di IZ3JYJ

Durante la ricezione del segnale sono riuscito a mettermi in contatto proprio con IZ3JYJ Luca via radio, in modo da poter capire, grazie alle sue spiegazioni ed ai suoi consigli, i motivi dei difetti della ricezione delle immagini ATV.
A differenza del primo test, il segnale è stato ricevuto con una maggiore qualità, più che altro in termini di stabilità del segnale, mentre la qualità delle immagini ricevute hanno subito solo un minimo miglioramento, risultando comunque non nitide come ci si aspetterebbe vista la portata ottica e la distanza.
Il prossimo passo sarà quello di aggiungere al sistema di antenna, formato esclusivamente dall'LNB, una piccola parabola per iniziare a vederne e capirne le differenze.

Devo ringraziare I3EME Mario per i materiali e  per i consigli e IZ3JYJ Luca per le prove, le informazioni e i consigli.

martedì 11 aprile 2017

The Kiss of Life. Quando la sicurezza diventa Pulitzer.

The Kiss of Life - Rocco Morabito - 1967


Quello ritratto dal fotografo statunitense Rocco Morabito nel 1967, è il tentativo riuscito di salvare la vita a un collega. L‘elettricista J.D. Thompson, infatti, sta applicando la respirazione bocca a bocca all’apprendista Randall G. Champion, colpito da una scarica di 4.160 volt mentre si trovava sospeso a lavorare su un palo della linea elettrica. Stavano eseguendo una manutenzione di routine, quando Randall sfiorò una delle linee a bassa tensione al vertice del palo della luce. Champion, che sopravvisse grazie al pronto salvataggio di Thompson, è morto di infarto nel 2002, mentre il suo ”salvatore” è ancora vivo.

Potete leggere la storia raccontata nel 1997 sul quotidiano “Florida Times – Union”.

Lo scatto “The Kiss of Life” (“Il bacio della vita”) fece il giro del mondo dopo essere apparsa sulla stampa locale della Florida, prima di vincere il Premio Pulitzer nel 1968, inaugurando per la prima volta la sezione del premio dedicata alle ”news photography”. La celebre fotografia venne scattata da Morabito mentre ritornava in redazione dopo aver seguito una protesta di strada. Il fotoreporter usò la radio della sua auto per chiamare l’ambulanza che poi trasportò Champion all’ospedale.

“Ho sentito urlare, ho alzato gli occhi e ho visto questo uomo a penzoloni. Dio mio. Non sapevo cosa fare. Ho scattato una foto veloce. Sono andato alla mia macchina e ho chiamato un’ambulanza. Sono tornato e Thompson faceva la respirazione a Randall. Ho fatto marcia indietro, ero lontano, una casa mi impedì di andare oltre. Ho scattato un’altra foto. Poi ho sentito gridare Thompson: Sta respirando”
, raccontò Morabito.

Rocco Morabito e J.D. Thompson visitano Randall Champion nel 1988


Nel frastuono e nella concitazione di quei momenti, probabilmente Morabito non ebbe la consapevolezza di aver scattato una fotografia che con il tempo sarebbe divenuta un simbolo ed un’icona per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

venerdì 7 aprile 2017

Boati in Cadore. Il Centro Ricerche Sismologiche di Udine indaga.

Nei giorni scorsi abbiamo riportato la notizia della continua rilevazione da parte dei residenti di boati nella zona del Cadore (link).

Il Centro Ricerche Sismologiche di Udine, parte integrante dell’OGS, si è messo a disposizione in tempi brevi, anche in virtà della richiesta giunta da parte della Protezione Civile del Veneto che ha ricevuto le prime segnalazioni relative ai boati, con l'obiettivo di comprendere in tempi brevi la provenienza e l'origine dei boati che stanno interessando il Centro Cadore creando apprensione tra i residenti.

Da ieri mattina nella zona di Calalzo sta operando il tecnologo Pier Luigi Bragato, per procedere all'installazione di due sismometri in grado di captare ogni segnale proveniente dal suolo.
I rilevatori saranno in grado di registrare i movimenti tellurici con precisione spazio temporale grazie al rilevatore GPS collegato.

Un tecnico del Centro Ricerche Sismologiche di Udine


Fonte: Corriere delle Alpi
«I rilevatori non sono collegati ad una rete e dunque sono autonomi» spiega Bragato, «per questo motivo tra una settimana torneremo a Calalzo per verificare cosa è stato registrato. I tempi potrebbero restringersi se dovessimo avere nuove segnalazioni di boati. A quel punto torneremo immediatamente per capire cosa è stato captato. I rilevatori installati registrano solo ed esclusivamente movimenti a terra, provenienti dal suolo. Se dovesse passare un aereo sui cieli del Centro Cadore superando la barriera del suono lo strumento segnalerebbe solo un minimo movimento o forse anche nulla».

Il Centro Ricerche Sismologiche di Udine si avvale di due radar installati sul territorio cadorino, uno sul Faloria a Cortina ed un altro nell'agordino. L'area di Centro Cadore potrebbe avvalersi di un ulteriore radar posizionato al confine tra Veneto e Friuli nel comune di Cimolais. I rilevatori installati a Calalzo sono due. Uno è stato montato in località La Molinà mentre l'altro è stato posizionato nei garage del municipio. «La scelta è da rimandare alla possibilità di sfruttare energia elettrica» spiega Bragato, «questo facilita le operazioni. Praticamente si è trattato per noi di una operazione a costo zero che di fatto ha accorciato notevolmente i tempi di intervento. Montare un rilevatore in un prato con l'ausilio di un pannello solare richiede tempi più lunghi».


Se qualcuno in zona rilevasse nuovi fenomeni sonori identificabili con tali boati, può contribuire riportando le proprie osservazioni in questo modulo predisposto dal Centro Ricerche Sismologiche di Udine.



A questo punto non rimane che attendere nuovi aggiornamenti, il rilevamento dei dati e la loro successiva elaborazione.

martedì 4 aprile 2017

Boati in Cadore. Informazioni e considerazioni.


Come già accaduto in passato nel 2011/2012 nella zona del Fadalto, a nord di Vittorio Veneto (TV), e più recentemente a Miane (TV) nel 2016, nel territorio regionale Veneto si stanno registrando dei fenomeni denominati boati o brontidi nella zona del Cadore in provincia di Belluno.

Una vista del Cadore nel Bellunese

Il mio personale interesse per questi fenomeni è legato all'eventuale correlazione con eventi sismici. E' doveroso sottolineare quell'eventuale sopra riportato, in quanto, ad oggi nel territorio Veneto, non si è riscontrata alcuna correlazione con attività sismica.
Nel precedente caso del Fadalto, e analogamente per Miane, i rilievi, i monitoraggi, gli approfondimenti e gli studi fatti dai vari Enti ed organismi di ricerca, le cause furono attribuite a microfratture agevolate dalla presenza dell'acqua o a forte pressione che provocano un forte rumore e una forte vibrazione, escludendo appunto che gli stessi boati fossero anticipazioni di eventi sismici o correlati all'attività sismica locale.

Una ripresa aerea del Fadalto e di una frana

Sicuramente la nuova zona dove si sono registrati i boati, risulta morfologicamente e geologicamente differente, seppur si possano riscontrare alcune caratteristiche in comune.
Sono allora ipotizzabili cause simili al Fadalto, anche in occasione dei boati in Cadore
Va innanzitutto evidenziato che sul territorio regionale si sta registrando un lungo periodo di assenza di precipitazioni, con un conseguente periodo di siccità. 
In secondo luogo  va osservato che i boati si sono manifestati in periodi caratterizzati da grandi precipitazioni o grandi siccità. Da tali osservazioni nasce una riflessione e considerazione esclusivamente personale, la quale non ha alcuna pretesa dal punto di vista tecnico scientifico.

Se in passato la presenza di masse d'acqua nel sottosuolo hanno provocato forti rumori e vibrazioni per la loro pressione o per il loro spostamento, è ipotizzabile che in periodi di carenza idrica vi siano masse d'acqua presenti in sacche o anfratti del sottosuolo che si mettono in movimento creando situazioni analoghe a quelle già registrate in Fadalto?

Per avere informazioni precise, sarà ovviamente, opportuno attendere le rilevazioni e gli approfondimenti dei tecnici e degli enti di ricerca incaricati, in modo da dare risposta a tali fenomeni, che per la loro particolarità destano preoccupazione nella popolazione.



Di seguito riporto alcuni articoli tratti dalla stampa locale dei giorni scorsi.

Fonte: Corriere delle Alpi
Boati notturni scuotono il Cadore
spavento tra la popolazione tra Domegge e Tai per una serie di boati avvertiti negli ultimi giorni

CALALZO. Botti notturni in Centro Cadore. Paura e preoccupazione, tra Domegge e Tai per una serie di boati che sono stati avvertiti negli ultimi quattro o cinque giorni. Sabato sera il primo verso le 22 e il secondo un’ora dopo. Non se ne conosce l’origine e, al momento, si possono fare soltanto delle ipotesi. Né sono state ancora presentate denunce contro ignoti, in maniera da mettere in moto i carabinieri.
Il sindaco di Calalzo, Luca De Carlo li ha sentiti personalmente e sta cercando di capirci qualcosa: «Non nego di essermi anche spaventato, perché l’altra sera stavo guardando un programma televisivo, quando ho sento questi due colpi molto forti. Ho pensato al passaggio di aerei supersonici, ma non è possibile che capiti tutte le sere e mai di giorno».
I bambini potranno aver pensato agli starnuti di un mostro, che da poco ha trovato casa nel lago di Centro Cadore, più probabile che qualcuno si stia divertendo a provocare delle esplosioni, ad esempio con il carburo: «Ho presente questo fenomeno, anche perché a Sappada festeggiano ancora così i matrimoni, ma credo che ci vorrebbe un quantitativo notevole di questa sostanza per provocare dei botti così violenti e che si sentono in tutto il territorio dei quattro Comuni della zona».
In giornata qualche altro accertamento, dopo di che diventerà naturale rivolgersi alle forze di polizia per un’indagine più approfondita: «Sentirò anche i miei colleghi, per avere qualche certezza in più, ma è chiaro che bisognerà sentire anche cosa ne pensano i militari. Non so dove si potrebbe cercare, però». (g.s.)

Fonte: TeleBelluno
Boati in Cadore, la Regione chiama l’Istituto di geofisica di Trieste
Il presidente dell’Unione Montana De Carlo: “Episodi ripetuti”. L’assessore regionale alla Protezione Civile Bottacin: “Abbiamo interessato l’Istituto di Oceanografia e Geofisica sperimentale di Trieste con il quale è convenzionata la Regione”.

Servizio di TeleBelluno

lunedì 3 aprile 2017

Test di ricezione segnali ATV via RPT IR3UDC Monte Cesen

Nonostante il superamento dell'esame per radioamatore e la possibilità di andare on air, non è diminuita la passione per il radioascolto e la sperimentazione.

Sabato 1 aprile 2017, i test si sono concentrati sul tentativo di ricezione di segnali ATV Amateur TeleVision, ovvero televisione amatoriale, trasmissione e ricezione di segnali audio/video tra stazioni radioamatoriali sulle bande SHF (da 1,2 Ghz in su), per motivi di larghezza di banda.
Il segnale video viene modulato in FM, come nei ponti di trasferimento TV e nella ricezione televisiva analogica satellitare.
Le frequenze in banda SHF richiedono una portata ottica, rendendo difficili i collegamenti ATV in diretta. Ecco perché il sistema più comunemente usato per il traffico ATV è comunque via ripetitore.
Per ricevere le immagini in gamma 10 Ghz è possibile utilizzare un ricevitore satellitare analogico ed una parabola con LNB, cioè un convertitore, adeguatamente modificato.

Il materiale necessario ai test mi è stato gentilmente fornito da I3EME Mario, mentre la mia fortuna è data dal fatto che vivo in portata ottica del Monte Cesen dove sono presenti vari ponti ripetitori radioamatoriali, tra cui alcuni ATV.
Tra questi è presente il ponte IR3UDC, posizionato in località Pianezze sul Monte Cesen (Valdobbiadene TV) - locatore JN65AV e gestito dalla sezione ARI Monte Grappa. Il ponte ripetitore ATV ha frequenza di ingresso 1.272 MHz e di uscita 10.420 MHz.

La stazione ricevente era pertanto formata da LNB senza parabola e puntato direttamente verso il ripetitore ATV, ricevitore satellitare analogico Vortec collegato ad un televisore per la visualizzazione finale delle immagini. Dopo aver provveduto alla sistemazione dei componenti e dei collegamenti ho iniziato a il test.

Il posizionamento temporaneo del sistema di antenna formato dall'LNB

L'LNB puntato sul Monte Cesen dove è presente il ripetitore ATV IR3UDC

Inizialmente i risultati sono stati piuttosto scoraggianti: qualche difficoltà ad utilizzare il ricevitore, a capirne le impostazioni anche a causa di una strana e fastidiosa distorsione dell'immagine.


Una volta presa confidenza con i menu del ricevitore però la difficoltà maggiore è stata la ricerca della giusta frequenza di conversione dell'LNB mediante la sintonia fine del ricevitore.
Dopo qualche aggiustamento del setup e della frequenza di ricezione ecco comparire le prime immagini, seppur di scarsa qualità, via via migliorata con il tempo e la sistemazione della sintonia. Ecco finalmente apparire il monoscopio di IZ3JYJ Luca alle ore 16.50 UTC.
Purtroppo come già detto le immagini non sono state di grande qualità, seppur sufficienti per leggere i nominativi e i testi sovrapposti alle immagini. Ahimè le foto che seguono, non rendono giustizia e peggiorano ulteriormente la visione delle immagini ricevute.

Le prime immagini

Il monoscopio di IZ3JYJ

 
Le fasi di settagio della frequenza di ricezione

Il monoscopio di IZ3JYJ
Alle 19.50 UTC il monoscopio circolare di IZ3JYJ è stato sostituito da un monoscopio a bande verticali. A tratti le due tipologie di monoscopio si sono alternate tra loro.

Il monoscopio a bande verticali di IZ3JYJ
Zoom del monoscopio a bande verticali. Le scritte in basso riportavano
IZ3JYJ   TEST   ATV   2400 MHz
Il monoscopio di IZ3JYJ
Alle 20.45 UTC e per una decina di minuti, è comparso anche  il monoscopio del ponte ripetitore ATV IR3UDC, probabilmente a causa di una interruzione di trasmissione o un calo del livello del segnale da parte di IZ3JYJ

Il monoscopio del ripetitore ATV IR3UDC

Il test di ricezione è continuato fino alle 21.40 UTC, quando nonostante la presenza della trasmissione di IZ3JYJ ho interrotto la ricezione.

sabato 1 aprile 2017

eQSL QSL collegamenti radioamatoriali ricevute a marzo 2017

Continuano le attività radioamatoriali per lo più in ambito locale, ma non solo coma avrete letto in occasione di qualche post dedicato ad alcuni recenti contest o attivazioni.
Alcuni collegamenti, se pur semplici, sono stati seguiti da eQSL o QSL quali conferme dei QSO e delle prime attività in ambito radioamatoriale.
73 de IU3IOU


eQSL






QSL